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Sta diventando sempre più diffuso l’utilizzo della tecnologia legata alla Blockchain per processi di validazione della filiera e di verifica di integrità degli alimenti. Anche l’Italia lancia la sua piattaforma che integra la tracciabilità dei cibi su tutta la catena alimentare con un sistema innovativo per l’utente per trovare e gustare il suo percorso nutrizionale personalizzato. Protagonista dell’innovazione è una start up Calabrese, che fa della trasparenza, della tracciabilità e della corretta nutrizione il suo punto di forza. Lo strumento consentirà anche di verificare l’origine e la qualità dei prodotti tipici DOP, DOCG e metterà al centro la sicurezza e la garanzia dell’utente.

In unione Europea esiste un protocollo HACCP che rende più sicuri i prodotti sulla nostra tavola, inoltre grazie alle sigle di denominazione di origine controllata DOCG, DOP ecc. possiamo avere maggiori garanzie sull’origine e la qualità dei prodotti che consumiamo. Esiste un equivalente anche nelle aree al di fuori dell’EU? Sfortunatamente la risposta è negativa. Non ci sono garanzie di questo tipo a livello internazionale e le crisi sanitarie dovute alla conservazione del cibo sono all’ordine del giorno. Inoltre e contraffazione e i le false certificazioni si moltiplicano anche all’interno dell’unione europea.

Allora quale può essere la tecnologia che garantisce la qualità dei prodotti che circolano sulle nostre tavole? La risposta potrebbe arrivare proprio dalle caratteristiche di tracciabilità, trasparenza e condivisone della Blockchain. Infatti, diversi protagonisti della distribuzione sono partiti a progettare soluzioni Blockchain dedicate che possano risolvere questi problemi. A partire dall’ottobre 2016 Walmart, gigante della grande distribuzione da 100 milioni di clienti alla settimana, ha avviato una partnership con IBM per rendere tracciabili i prodotti a partire da ogni singolo punto della filiera produttiva, proprio attraverso la tecnologia Blockchain.

Altri accordi riguardano anche altre grandi aziende, inclusi colossi come Unilever e Nestlé. In Giappone, inoltre, dove la freschezza dei prodotti è fondamentale, il ministero dell’ambiente ha messo al vaglio la possibilità di avvalersi di Minjin, una Blockchain giapponese, per tracciare la provenienza, il prezzo, data di abbattimento e singolo punto di transizione di ogni partita di selvaggina. Tali informazioni, una volta inserite nella Blockchain, sono infatti immutabili e consultabili da chiunque ne abbia interesse.

Recentemente in Italia è stata lanciata una start up tecnologica, che si chiama myCibus e ha sede nel sud Italia, che utilizza le tecnologie legate alla Blockchain, per la tracciabilità del cibo, anche in relazione alla qualità e alla produzione tipica. L’idea di base si basa sulla registrazione del prodotto come quella di un “Token” all’interno della catena di produzione. Ogni passaggio nella filiera, dunque, viene registrato dalla blockchain proprio come avviene con le transazioni in cripto valute.

L’idea innovativa di myCibus è quella di porre al centro del processo il consumatore, dandogli un ruolo attivo (e una ricompensa in Token), fornendo la possibilità di esprimere un giudizio sulla qualità e la correttezza del prodotto, che rimane anch’esso tracciato nella blockchain. Il processo di tracciabilità e di verifica della provenienza e della freschezza del prodotto diventa un processo collettivo, che coinvolge produttori e consumatori, ma anche ristoratori e autorità locali, che vanno a garantire oltre alla provenienza, la preparazione corretta dei cibi secondo la tipicità del territorio.

Non è un caso che una start up che unisce tutela della tipicità dei prodotti e nuove tecnologie, nasca in Calabria, dove la cultura della qualità, della storia e della unicità delle produzioni locali sta rilanciando economicamente il territorio. Nella visione di myCibus c’è anche una App che consenta agli utenti una scelta più consapevole e personalizzata, che permette di trovare il proprio cibo, garantito in completa trasparenza dalla blockchain, direttamente sulle tavole dei ristoranti o nei negozi, permettendo a tutti di usufruire dei vantaggi di questa tecnologia.

La Start up myCibus, lancerà a breve una ICO che permetterà alla piattaforma di essere presente a livello internazionale, ed agli utenti di assicurarsi i token da utilizzare ne sistema ad un prezzo ancora vantaggioso e con bonus che sono tanto maggiori, quanto prima i token sono acquistati.

La tecnologia non è mai stato così buona!

 

Nicola Coppedé, Dottore di Ricerca in Fisica, Ricercatore scientifico, esperto di fisica dei materiali e dei dispositivi, con competenze specifiche nell’ambito della sensoristica. Ha lavorato per enti pubblici sempre come ricercatore, nella preparazione di materiali avanzati per l’elettronica e dispositivi innovativi. E’ esperto di sensori e biosensori, di elettronica organica, di materiali nanostrutturati e ibridi. E’ appassionato utilizzatore e sviluppatore di applicazioni della blockchain, partecipa a diversi progetti di sviluppo di economia basati su token.